Ieri sera è venuta a trovarci sul posto di lavoro la mamma di una collega, con la loro cagnetta! Una pechinese di una certa età, vestita di tutto punto, come una vera e propria personcina; ma quello che più mi ha lasciata sbalordita è l’aggressività di questo animale, che non si è fatta avvicinare da nessuno. Questo mi ha fatta riflettere su come certi padroni educano i propri cani, soprattutto se di piccola taglia!
Ma un cane piccolo è pur sempre un cane, sicuramente meno impegnativo (anche sotto il profilo economico) di un cane che pesa trenta o più chili, meno esigente in fatto di spazio, ma con le stesse esigenze e bisogni (vaccinazioni e vermifughi periodici, antiparassitari) dei grossi cani, tanto che va educato e deve imparare a socializzare esattamente come i cani di grossa mole.
Un tempo i cani di piccola e piccolissima taglia, i cosiddetti toy, servivano per dare l’allarme, per cacciare topi, ratti e volpi, per stanare serpenti e faine, addirittura per far ruotare il girarrosto e per scaldare tanto che nelle chiese erano ammessi a questo scopo.
Oggi la loro principale attività consiste nel tenere compagnia.
Attenzione però a lasciarli vivere e a trattarli da cani. E’ necessario farli socializzare sin da cuccioli con le persone e con altri cani, farli giocare e correre sull’erba e sulla terra.
Non tenerli sempre in braccio o agguantarli appena si avvicina un altro cane, oppure far fare i bisogni in casa – così non prendono malattie – o, peggio ancora, nella lettiera come un gatto.
In questi casi i problemi sono inevitabili: paura degli estranei e dei bambini, terrore degli altri cani. La timidezza o la reattività a seconda della razza sfoceranno prima o poi nella aggressività e qualche morso alla fine toccherà anche al padrone… (che se lo sarà meritato!)
Se avete voglia di approfondire l’argomento, vi consiglio un testo che sto leggendo proprio in questi giorni, che spiega molto bene il modo in cui rapportarsi al proprio cane, utilizzand un linguaggio per lui comprensibile (perchè l’errore che troppo spesso si fa è di cercare di umanizzare le nostre bestiole!!! Pretendiamo che loro assomiglino a noi e ci capiscano, ma noi non facciamo alcuno sforzo per capire loro!):
Il libro è di Jan Fennell “Ascolta il tuo cane” ed. Salani







