E’ un tema estremamente delicato, che voglio affontare in seguito all’allarme lanciato da alcuni veterinari, che hanno visto numerosi cuccioli bersagliati da questa terribile malattia; l’intento è di fornire indicazioni in materia a chiunque riscontri, attraverso queste poche righe, una situazione anomala nel proprio compagno a quattro zampe.
La Parvovirosi è forse la più grave e comune malattia infettiva del cane; appartiene al gruppo delle cosiddette virosi intestinali, che comprende anche il coronavirus e il rotavirus canino, ma di esse è di gran lunga la più pericolosa e virulenta.
Rappresenta un problema serio, con epidemie che possono verificarsi periodicamente. Esordisce improvvisamente con la comparsa di vomito e di diarrea emorragica maleodorante, sintomi che conducono rapidamente a disidratazione e collasso.
Il periodo di incubazione dura da 5 a 7 giorni, possono essere infettati cani di tutte le età, ma la malattia clinica più grave si manifesta spesso nei cuccioli fino a 6 mesi d’età. I cuccioli al di sotto delle 6 settimane sono generalmente protetti dagli anticorpi che assumono con il latte materno
La mortalità è elevata e può avvenire nell’arco delle prime 24 ore.
Altro aspetto importante è la lunga persistenza del virus nell’ambiente (fino a 2 anni): un cucciolo non protetto si può quindi ammalare venendo a contatto con il virus presente nel terreno senza necessariamente incontrare un cane malato, pertanto, superfici, strutture, attrezzature, ciotole, scarpe contaminate dovrebbero essere disinfettate con soluzioni concentrate di ipoclorito di sodio (diluizione 1:30) o analoghe sostanze (candeggina).
Sintomi clinici:
- anoressia, depressione e abbattimento;
- febbre;
- vomito;
- diarrea liquida non trattabile, spesso emorragica;
- disidratazione rapida e prograssiva.
Negli stadi terminali compaiono ipotermia, ittero, emorragia. La morte sopravviene per disidratazione, squilibri elettrolitici, endotossiemia.
Nei cani adulti l’infezione è spesso sub-clinica, con lieve depressione, anoressia e diarrea, sintomi che scompaiono nel giro di 5-7 giorni.
Nei cuccioli può insorgere, anche dopo alcuni giorni, una miocardite con insufficienza cardiaca acuta, dispnea e morte improvvisa per aritmie cardiache. Se l’animale sopravvive, può residuare un’insufficienza cardiaca cronica.
Sorvegliare regolarmente le feci del proprio cane è unmodo per individuare la parvovirosi.
La prevenzione risulta dunque un’arma molto importante per la difesa del proprio cucciolo a partire dai due mesi di vita, effettuando richiami regolari ogni 3-4 settimane e rivaccinando gli adulti ogni anno. Il vaccino è il mezzo più efficace per prevenire l’insorgere della malattia!
Nell’ambito delle procedure di prevenzione, occorre segnalare la recente comparsa di specifici test che permettono l’individuazione precoce del virus, nel sangue o nelle feci, ancor prima che compaiano i sintomi clinici propri della parvovirosi.
Grazie all’uso di questi test è così possibile iniziare le terapie specifiche quando le condizioni generali del cucciolo sono ancora soddisfacenti, aumentando in misura considerevole le possibilità di guarigione e di sopravvivenza.
Il consiglio, pertanto, a tutti i proprietari di cani, è quello di non far uscire i cuccioli non ancora coperti da tutti i vaccini e di essere sempre molto aperti a qualunque tipo di soluzione ed intervento, meglio essere eccessivamente prudenti e correre dal veterinario una volta in più che rammaricarsi di non aver fatto tutto il possibile per il proprio compagno cane.