“L’agility è una disciplina aperta a tutti cani. Consiste nel far loro affrontare diversi ostacoli allo scopo di valorizzare la loro intelligenza ed agilità. Si tratta di un gioco educativo e sportivo che favorisce la loro piena integrazione nella società. Questa disciplina implica un buon accordo fra il cane e il suo istruttore ed ha come risultato finale un’intesa perfetta nell’ambito della squadra; è quindi necessario che i partecipanti siano in possesso delle basi elementari di educazione ed obbedienza.”
(dal Regolamento della Federazione Cinologica Internazionale)
Una gara di agility consiste nel far superare al proprio cane, entro un tempo base definito, una serie di ostacoli diversi, la cui sequenza varia ad ogni prova e viene comunicata dal giudice ai conduttori subito prima dell’incontro. Al cane non è data alcuna opportunità di memorizzare un percorso fisso e l’unica guida agli ostacoli, che devono essere eseguiti con rapidità e fluidità, è costituita dalla fiducia che esso ripone nel suo conduttore. L’agility è l’unico, fra gli sport cinofili, aperto a cani di tutte le razze e taglie e, finalmente, anche ai meticci.
La prima dimostrazione di agility-dog si svolse nel 1978 al Crufts Dog Show di Londra, la più grande esposizione canina del mondo. L’idea avuta dagli organizzatori di riempire con una prova di agility un momento di buco imprevisto nel programma della grande mostra ebbe un enorme successo. Da allora la disciplina è cresciuta tanto da essere oggi uno degli sport cinofili più seguiti e praticati in tutta la Gran Bretagna.
La prima gara ufficiale fu disputata nel 1980. L’agility aveva ormai una sua regolamentazione precisa da parte del Kennel Club inglese.
In Italia la disciplina approda nel 1990, un po’ in ritardo rispetto ai paesi del Nord Europa e alla Francia.
Categorie e classi di prove
L’agility prevede la partecipazione di cani di tutte le dimensioni, che gareggiano suddivisi in tre categorie: small, medium e large a seconda dell’alezza al garrese. Il regolamento specifica che i soggetti al limite della taglia presenteranno una dichiarazione ufficiale di altezza al garrese e, una volta scelta la categoria non sarà più possibile cambiarla.
Un’altra suddivisione riguarda le prove omologate e non. Le prime prevedono le tre classi riservate ai soli cani muniti di pedigree: 1°, 2° e 3° grado che consentono il conseguimento dei relativi brevetti. In 1° grado possono gareggiare cani che non abbiano ancora conseguito il brevetto di agility. Dopo tre qualifiche di “eccellente” ottenute sotto almeno due giudici diversi il cane consegue il 1° brevetto e passa a gareggiare in 2° grado. Per il passaggio alla classe successiva è necessario classificarsi per tre volte nei primi tre posti in prove di 2° grado.
Dal 1° al 2° e dal 2° al 3° diminuiscono progressivamente i TPS (Tempo di Percorso Massimo) ed aumenta la difficoltà del tracciato. I cani muniti di pedigree iscritti alle prove riconosciute dall’ENCI possono partecipare contemporaneamente anche a quelle non omologate dove è consentita la partecipazione anche ai meticci e ai cani senza pedigree. Queste gare, osservando in linea generale lo stesso regolamento, sono tuttavia a completa discrezione del comitato organizzatore.
Questi percorsi detti di tipo open sono prevalentemente di due tipi: la open vera e propria che consiste in un tracciato piuttosto complesso e articolato su tutti gli ostacoli, ed il jumping che è un percorso senza ostacoli a zone di contatto e di arresto ed è quindi una prova di grande velocità.
In qualche caso viene disputato, a concludere allegramente la giornata, il KO che consiste nell’esecuzione contemporanea di due percorsi di tipo jumping uguali e paralleli.
La fantasia dell’agility è praticamente illimitata e il comitato organizzatore può inventare anche gare diverse, purché ciò avvenga in ogni caso nello spirito e nell’osservazione delle regole della disciplina.



