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Scuola di agility dog, che sballo!

Dicono che i jack russell siano naturalmente portati per attività e sport come l’agility, dove danno grande dimostrazione delle proprie capacità motorie e non solo…

Romeo, quando va a scuola si diverte moltissimo ed impara un sacco di cose…

Anche a me piace e devo dire che il piccoletto è molto più bravo ed in gamba della sua mamma: è sempre lui a capire per primo l’esercizio… io ho i miei tempi!

Di solito la lezione si suddivise in diverse fasi:

-socializzazione (molto importante, affinchè il cane sappia gestire il rapporto con altri cani, perchè sia sempre equilibrato e sereno, anche di fronte a cani di mole più grossa )

Ecco Romeo che gioca con il cucciolone Leon

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E poi con la sua amichetta Spina e Apache, il border collie, veterano della scuola

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-obedience (dove il cane apprende i comandi base, che man mano vengono inseriti all’interno di esercizi più complessi! Questa fase è molto utile per il padrone, che impara a tenere sotto controllo il proprio amico a quattro zampe, anche in situazioni di pericolo e rappresenta un ottimo modo per stimolare il proprio cane mentalmente, poichè deve capire cosa noi gli stiamo chiedendo e il farlo comporta una ricompensa, che in questo caso è il cibo. Inoltre avere padronanza dei comandi base è fondamentale per affrontare la fase successiva.)

Ecco lui e spina che fanno gli esercizi con il comando “resta”:

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e poi da solo con i comandi a distanza:

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-agility (è la parte in cui si sviluppano dei percorsi, adatti alla stazza e all’età del cane, che comprende ostacoli, tunnell, passerelle, sali-scendi; è una collaborazione continua fra il cane e il proprio padrone; entrambe devono tenersi continuamente sott’occhio, vedere cosa fa l’altro, avere reciproca fiducia, capirsi ed aiutarsi, per riuscire a concludere il percorso nel minor tempo possibile, riducendo al minimo gli errori)

ed infine eccolo mentre, impavivo, supera uno degli ostacoli:

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Sensibilizzazione contro la lesmaniosi

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Si tratta di una malattia infettiva e contagiosa, ad andamento generalmente cronico causata da protozoi del genere Leishmania.

La diffusione della malattia risulta influenzata da molti fattori:

  • Clima (temperatura, tasso di umidità, ecc.);
  • Condizioni socio-sanitarie (malnutrizione, incidenza nella popolazione umana di soggetti affetti da immunodeficienza acquisita, elevata concentrazione di animali infetti, randagismo, ecc.);
  • Mancanza di presidi immunizzanti (ossia vaccini) efficaci sia nell’uomo che nel cane.

Le numerose segnalazioni degli ultimi anni di casi di leishmaniosi canina provenienti da aree tradizionalmente ritenute indenni (anche dell’Italia settentrionale), debbono portare alla conclusione che – in pratica – non esistono zone, comunemente abitate, che possano essere considerate completamente sicure. Infatti se fino al 1989 il Nord Italia era considerato praticamente indenne dalla leishmaniosi canina, oggi abbiamo dei focolai accertati in Veneto, Emilia Romagna e Piemonte ed altri probabili in Trentino e Lombardia. Nonostante la presenza dei flebotomi nel periodo maggio-ottobre, la malattia non assume un carattere di stagionalità.

Risultano più colpiti i cani adulti (età più frequente 3-7 anni, ma con limiti da 1 a 11 anni), senza distinzione di sesso, razza, lunghezza del pelo, che vivono in ambiente prevalentemente extradomestico (il 72,4% dei cani colpiti vive in prevalenza all’aperto); il fatto che l’incidenza della patologia nei cani di piccola taglia sia molto bassa, probabilmente è proprio in relazione all’habitat strettamente domestico di questi animali (e conseguente minore possibilità di contatto con i flebotomi, soprattutto nelle ore notturne).

Il decorso è generalmente subacuto o cronico; solo nel 4% dei casi, infatti, è possibile osservare una fase acuta con la comparsa di febbre, sintomi nervosi e morte, difficilmente differenziabile da una forma di cimurro nervoso in considerazione della celerità dell’esito.I sintomi della malattia, inizialmente possono essere estremamente vaghi, per poi divenire più decisi e gravi, caratterizzati soprattutto da manifestazioni a carico della cute, delle mucose e da sintomi di origine generale. Per proteggere Romeo dalle punture di flebotomi utillizzo il collare scalibor.

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E’ indicato conto pulci, zecche e flebotomi, (attivo per 6 mesi contro le zecche e 4 mesi contro le pulci). Il collare Scalibor è prodotto dalla Intervet Italia , offre un’azione repellente nei confronti dei flebotomi grazie al suo principio attivo: la deltametrina.

La deltametrina è una sostanza che agisce come insetticida e antiparassitario; il vantaggio di tale composto è che protegge l’animale da punture indesiderate senza costituire un pericolo per l’animale o per le persone.

In questo caso ci siamo affidati al nostro veterinario; in effetti da quando indossa il collare, il piccolo Romeo non ha avuto a che fare con nessun genere di parassita!

settimana nera… in tutti i sensi!

questa settimana è andata proprio male:

- brutto tempo quasi ogni giorno… e quando c’era un piccolo spiraglio di sole ecco da dietro il nuvolone di fantozzi… quindi abbiamo fatto poco movimento!

-martedì avevamo una lezione di agility, ma abbiamo fatto tardi e quindi è saltata!

-ieri pomeriggio siamo finalmente riusciti a fare la lezione, ma la mamma non si sentiva in forma…. ed infatti quando siamo rientrati è crollata nel letto con 38 di febbre… e quindi anche oggi i rimane in casa (tanto il tempo non è un granchè!)!

….e allora speriamo che qui si guarisca presto e che il tempo prossima settimana sia più clemente!

… e meno male che ci siete voi a tenerci compagnia, perchè di tv non ne vogliamo sentir parlare (troppe chiacchere e niente arrosto…)!

slinguazzate a tutti!

romeo

Il taglio della coda: legale o no?

Quando l’altro giorno sono andata a trovare i cuccioli, ho notato che gli era stata tagliata la coda; dalle informazioni che avevo, sapevo che era stato vietato il taglio della coda e delle orecchie per i cani, così ho chiesto ai proprietari come era possibile che un veterinario avesse effettuato l’intervento. Loro di tutta risposta hanno affermato con certezza che non è vietato.

Allora ho deciso di informarmi meglio ed entrare nel merito della questione… … si, lo ammetto: SONO MOLTO TERSTARDA!
Ad ogni modo ho voluto fare una piccola ricerca, per chiarirmi una volta per tutte le idee. Le cose stanno così:

L’articolo 10 della Convenzione del Consiglio d’Europa n° 125 relativa alla protezione degli animali da compagnia stabilisce il divieto di praticare interventi chirurgici finalizzati a modificare l’aspetto di un animale da compagnia o per altri fini non terapeutici (così come ricordavo io!), ma… e c’è sempre un ma… tale documento è stato firmato, ma non ratificato dall’Italia, quindi,

IL TAGLIO DELLA CODA  E’ LECITOè una delle le modifiche del Ministero della Salute all’ordinanza sui cani pericolosi dello scorso gennaio. Per quanto riguarda il taglio della coda, la misura è stata reintrodotta solo per le razze segnalate dalla Fci, la Federazione cinofila internazionale, e l’intervento dev’essere effettuato entro la prima settimana di vita dell’animale, da un medico veterinario. N.B. Lo standard definisce la lunghezza della coda, se non è integra; il jack russell deve averla tagliata allo stesso livello delle orecchie.