PULCE: un mostro insidioso che misura da 1 a 4 millimetri. Si riconosce per il corpo schiacciato lateralmente e per il colore scuro. A dispetto delle piccole dimensioni ha un apparato buccale ben sviluppato con un pungiglione che penetra saldamente nella cute. Non vola, salta grazie a tre paia di zampe robuste e lunghe. La femmina è inarrestabile: salta, succhia sangue e depone uova a rotta di collo: per una pulce che troviamo sul cane o sul gatto, un centinaio scorrazzano in casa. Dopo essere stata copulata dal maschio si stacca dall’ospite e depone nella cuccia, tra le fessure dei pavimenti, sui tappeti decine di uova ogni volta. Dalle uova si sviluppano le larve che si trasformano in pupe e poi in insetti maturi, questi hanno bisogno per sopravvivere del pasto di sangue sul cane o sul gatto.
Il 90 per cento dei cani ha avuto nella sua vita uno o più incontri ravvicinati con questo insetto.
Il 60 per cento delle dermatiti allergiche che affliggono i nostri cari pets è provocato dai morsi e dalle punture di pulce.
Sono almeno duemila le specie individuate. Tre o quattro però sono quelle che dobbiamo tenere sotto controllo. Una è la Ctenocephalides Felis, assai frequente nel cane e nel gatto; meno frequenti la Ctenocephalides Canis e la Pulex Irritans che si ritrova anche sull’uomo. Talvolta si possono reperire le pulci dei topi e dei polli, difficili da debellare.
Spesso i danni che anche poche pulci possono arrecare agli animali vengono sottovalutati: per dare un’idea del danno e del fastidio che un cane subisce, basti dire che tre pulci sono sufficienti a scatenare nell’animale ben 500 tentativi di grattamento nelle 24 ore. Il risultato? Arrossamenti della cute che in certi casi è ispessita, perdita del pelo (ascelle, inguine, zona lombosacrale, collo e orecchie), anemia e presenza di vermi intestinali, trasmessi dalle pulci
Una pulce di 3 milligrammi succhia fino a 15 grammi di sangue al giorno, la sua vita media è di 612 mesi e migliaia sono i discendenti che riesce a deporre se le condizioni ambientali le sono favorevoli. Il danno maggiore è la reazione allergica conseguente al suo morso.



